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San Salvi per tutti – La relazione finale – Le mappe

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San Salvi area di 32 ettari dotata di un grande parco e di oltre 40 edifici , fu sede del manicomio di Firenze e di parte della Toscana centrale dalla fine del 1800. L’Autorità Regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione (APP, organismo di cui alla L.r. 46/2013) ha autorizzato e finanziato la proposta di un gruppo di cittadini per la realizzazione di un percorso partecipativo avente come obiettivo la destinazione dell’area, questione vivacemente discussa negli ultimi 30 anni e mai giunta a soluzione d’uso e la definizione delle funzioni da inserirvi. Per un recupero condiviso coi cittadini, che ne salvaguardi il parco e ne aumenti la fruizione.

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MAPPE IN PDF: SAN SALVI CTRSAN SALVI CATASTALESAN SALVI SOVRAPPOSTE

ABSTRACT
Il percorso partecipato, denominato SAN SALVI PER TUTTI, ha visto un lavoro svolto in profondità, un esame immobile per immobile, con una intensa e continuativa partecipazione da parte dei cittadini i quali hanno avuto modo di esprimersi non solo nelle molte riunioni settimanali aperte, nelle grandi assise e nei percorsi di laboratorio progettuale ma anche nel corso di incontri e momenti ricreativi e pubblici, nel corso di molte passeggiate di conoscenza e di discussione nell’area di San Salvi, nelle cene e nelle feste organizzate nel periodo di svolgimento del progetto. In queste molteplici occasioni ha avuto modo di manifestarsi ed esprimersi una cittadinanza attiva e continuamente interessata di non meno di 200 persone, mentre le firme di fiorentini che hanno sostenuto il progetto sono state oltre 3000 di cui oltre 1500 solo del quartiere 2. Sono state consultate le realtà operanti all’interno di San Salvi e i cittadini del quartiere ricercandone il contributo sia attraverso le molte associazioni che hanno partecipato sia pure in forme diverse, che attraverso interviste e questionari individuali.
Il materiale è stato messo sui siti dedicati e gli annunci delle iniziative sono state diffuse via radio, mailing, lettere, volantinaggi, affissioni.

Nell’aprile 2016 le conclusioni a cui stava giungendo il percorso partecipativo furono anticipate in una conferenza stampa svolta nella sede del Quartiere 2, alla presenza di autorità. L’interesse suscitato da tali conclusioni fu assai vivo, tale da richiedere ulteriori momenti di confronto e verifica e sintesi che hanno portato infine alla stesura della presente relazione finale.

Le conclusioni del percorso partecipativo vedono in primo luogo il riconoscimento della necessità di una impostazione complessiva per l’area, rifiutando forme di intervento parziale che, prive di una visione complessiva, rischiano di dar seguito a quegli interventi parziali ed occasionali che nel passato hanno sciupato l’aspetto e degradato la qualità dell’area in oggetto..
Tale impostazione complessiva viene qui fornita sia per gli aspetti di relazione con la città che per le soluzioni interne, secondo un quadro che destina San Salvi , da luogo con un passato spesso reclusivo, a luogo di accoglienza e apertura alla città.

Riguardo ai rapporti con la città , l’area viene ritenuta strategica nel quartiere e nella città in quanto dotata di parco pubblico, come anche riconosciuto nel Piano Strutturale e nel Regolamento Urbanistico.
Di essa va riconosciuta la collocazione in un sistema di parchi della città che va dal parco di Villa di Rusciano al parco (ANPIL) del Mensola passando per il parco dell’Anconella, e di Bellariva al quale San Salvi può essere facilmente collegato tramite un nuovo passaggio di accesso dalla via Aretina.

San Salvi è stata poi inquadrata anche nel sistema delle stazioni ferroviarie cittadine, con la richiesta di attivazione della corrispondente e omonima stazione ferroviaria, già prevista ma sospesa, nel piano dei trasporti regionale, fruibile e accessibile al contempo dall’area di San Salvi – Mezzetta (servirebbe oltre la ASL i tre istituti superiori e l’università ) e da quella di via Aretina e del parco di Bellariva e della ciclabile Arezzo-Pisa fornendo servizio di trasporto importante anche per gli eventi dell’Obihall, dell’area feste sul lungarno A. Moro e delle piscine di Bellariva .

Di San Salvi viene riconosciuta una ricchezza di memoria e di storia non solo da valorizzare e conservare ma anche da integrare con il resto della città, in primo luogo ponendo particolare attenzione alle relazioni esterne con il mondo giovanile, con gli aspetti dello sport ma sopratutto con il mondo della scuola, ricercando sinergie ed occasioni con i vicini istituti scolastici ed intravedendo nuove occasioni in campo universitario.

Relativamente alle soluzioni interne per l’area, premesso che si intendono mantenere le attività produttive ed artistiche attualmente presenti a San Salvi, nuove attività e funzioni saranno da collocarsi negli ampi volumi attualmente inutilizzati od attraverso una razionalizzazione nell’uso dei volumi esistenti. Solo una parte della attività della ASL sono da trasferire in altre sedi, quelle che spesso sono parse solo parzialmente confacenti alla collocazione entro San Salvi.
Sono state considerate le più moderne tendenze di cohousing, coworking e di realizzazioni di economia sociale che si stanno diffondendo in Europa. E’ attraverso tali soluzioni, che fanno vivere San anche di notte, e nelle sue varie zone, che l’area va recuperata anche sul piano della sicurezza.
Le possibili soluzioni per l’interno sono state quindi discusse secondo le possibilità di realizzare sinergie tra di esse e con il mondo circostante, collocandole entro 8 aree tematiche che sono:
1. la Piazza a Nord, cinema e piazza dei giochi: divertimento, incontro, scambio, socialita’, con mercato settimanale e di vendita/esposizione della produzione interna di S. Salvi.
2. accessi e attraversamenti: accessibilità, percezione complessiva e struttura portante del luogo, mobilità alternativa e integrata
3. il cuore centrale: arte, cura, cultura, memoria viva
4. il villaggio artigiano: do it yourself, autorganizzazione, integrazione, economia sociale
5. salute: le funzioni sociosanitarie dentro san salvi
6. l’universita’: espansione università italiane e straniere, ricerca e sperimentazione, innovazione.
7. una casa per tutti: social housing e abitare sperimentale (cohousing, cohousing studentesco e cohousing intergenerazionale, abitare temporaneo, autonomia abitativa per persone con bisogni speciali), auto recupero.
8. il parco dell’ ecologia urbana: salute e benessere, nuovo rapporto uomo/natura, sport e cura dell’ambiente, sostenibilità.

Le soluzioni per tali aree tematiche sono state individuate e selezionate sulla base di considerazioni di coerenza e di sinergia tra di esse.

Una attenzione particolare viene infine rivolta alle immediatezze ed alle priorità: vi sono attività in corso che è utile e positivo che proseguano, ma è anche necessario che le diverse idee e posizioni su San Salvi trovino un tavolo ed un momento di confronto, considerata anche la imminente scadenza del PUE vigente (del 2007 ).
Siamo dunque in grado di poter affermare che gli elementi conoscitivi e propositivi sono disponibili oggi come mai avvenuto in precedenza e che dopo tanto dissenso sociale verso precedenti ipotesi il percorso ha saputo creare quella necessaria condivisione e quel consenso attorno al progetto partecipato in parola, che rende oggi il momento quanto mai favorevole per portare la questione a soluzione. A tale fine il Coordinamento che ha promosso il percorso partecipato si mantiene attivo nel proseguimento del confronto con le istituzioni e nell’informare singoli soggetti e pubblica opinione riguardo l’esito del progetto partecipato SAN SALVI PER TUTTI.

Indice dei contenuti

1. Nome dei Referenti Politici e Tecnici nelle varie organizzazioni partecipanti
2 Oggetto del processo e organizzazione proponente
3. ObIettivi originari del processo e risultati ottenuti
3.1. Obiettivi originari
3.2. Progetto – Inquadramento generale dei risultati
3.3. Il progetto – Aree tematiche
3.3.1. Le piazze a nord e il cinema: divertimento, incontro, scambio, socialità,
3.3.2. Accessi e attraversamenti:
3.3.3. Il cuore centrale: arte, cura, cultura, memoria viva, attività economiche innovative e giovanili.
3.3.4. Il villaggio artigiano: do it yourself, autorganizzazione, integrazione, economia sociale
3.3.5. Funzioni sociosanitarie dentro san salvi
3.3.6. L’universita’: espansione università italiane e straniere, ricerca e sperimentazione, innovazione.
3.3.7. Una casa per tutti: social housing e abitare sperimentale (cohousing, cohousing studentesco
3.3.8. Il parco dell’ ecologia urbana: salute e benessere, nuovo rapporto uomo/natura, cura dell’ambiente, sostenibilità
3.4. Il Progetto -Multifunzionalità e sinergie
3.5. Il Progetto – Finanziamenti e risorse
3.6. Comitato di Garanzia
3.7. Immediatezze e priorità
4. Durata prevista e durata effettiva del processo
5. Staff del progetto
6. Fasi del processo e attività realizzate
7. Metodologia
8. Ostacoli superati e questioni aperte
9. Impatti e sostenibilità futura del progetto
10. Partecipanti e loro grado di soddisfazione
11. Ipotesi di replicabilità del progetto
12. Memoria del percorso partecipativo
13 . Rendicontazione
14. Elenco dei giustificativi di spesa da allegare
15. Elenco degli allegati

1. Nome dei Referenti Politici e Tecnici nelle varie organizzazioni partecipanti

Denominazione Soggetto proponente (capofila):
Denominazione: Associazione Coordinamento Salvare San Salvi
Codice Fiscale: 9424986048 P.I.: ND
Sede legale: via Guerrazzi 24, 50132 Firenze ,
sede assembleare c/o Circolo ARCI La Loggetta, Via Aretina 301
CAP 50100 Località Firenze Prov. FI
www.sansalvipertutti.it Facebook: San Salvi per Tutti
Tel. 055 051 7143 Tel. Mobile 347 2584889
E-mail salvaresanalvi@gmail.com, salvaresansalvi@tiscali.it Fax ND

Rappresentante legale:
Ghelli Iacopo, coordinatore, 347 2584889 055 051 7143
<iacopoghelli@gmail.com> CF: GHLCPI64P25D612W

Responsabile operativo del progetto:
Ghelli Iacopo, coordinatore, 347 2584889 055 051 7143
<iacopoghelli@gmail.com> CF: GHLCPI64P25D612W

Consulenti per la facilitazione e gestione del processo:
Sara Giacomozzi e Anna Lisa Pecoriello (MHC-Progetto territorio, spinoff dell’Università degli studi di Firenze, piazza del Tiratoio 2r, 50124 Firenze)
saragiacomozzi@hotmail.com 3470122867
alisa.pecoriello@gmail.com 3488008359

2. Oggetto del processo e organizzazione proponente

Oggetto del Percorso Partecipativo è stata l’area ex psichiatrica di San Salvi in Firenze.

Le ragioni di tale scelta stanno nel fatto che l’utilizzo di tale area va in ogni caso ridefinito, in quanto il suo impiego come “area manicomiale” è cessato da anni e da oltre 30 anni si confrontano prese di posizione, idee e proposte spesso contrapposte (v. All1). Si intende evitare che su San Salvi si facciano interventi occasionali e parziali, cosa che è purtroppo avvenuta nel passato con grave danno per l’area e per la città intera. Mentre dunque si sta prolungando uno stato di abbandono della struttura che alimenta il malcontento, il percorso partecipato, auspicato in atti formali anche dal Quartiere 2, ha costituito una occasione per tutti per individuare un indirizzo corrispondente alla volontà dei cittadini e dipanare una situazione complessa.

L’estensione fisica considerata dal progetto partecipativo comprende tutti i 32 ettari e gli oltre 40 edifici dell’area ex manicomiale di San Salvi, nel quartiere 2, zona est di Firenze.

Il processo decisionale in cui si inserisce il progetto vede come attori principali la Proprietà ed il Comune di Firenze. La Proprietà è costituita in massima parte dalla ASL ed in forma minoritaria dalla Autorità Metropolitana (in precedenza Provincia di Firenze). Una parte molto piccola è del Comune di Firenze. Quali che siano gli orientamenti sull’uso dell’area, dovrà essere comunque il Comune ad approvarne la destinazione d’uso attraverso uno specifico atto. Gli incontri e le conclusioni del percorso “San Salvi per tutti” sono servite anche a creare una “coscienza condivisa” tra i residenti su quale fosse la destinazione d’uso più idonea e rispondente ai bisogni della comunità locale. L’allegato “All. 1 Contesto decisionale e politico – 30 anni di confronti” fornisce una cronologia e dettagli del tormentato processo decisionale relativo a San Salvi.

L’organizzazione proponente del percorso partecipativo è il Coordinamento Salvare San Salvi, gruppo di cittadini del Quartiere 2 inizialmente spontaneo e successivamente costituitosi nella Associazione Coordinamento Salvare San Salvi.

3. Obiettivi originari del processo e risultati ottenuti

3.1. Obiettivi originari

Obiettivo del processo è stata la definizione di una destinazione d’uso per l’intera area di San Salvi, secondo proposte, idee ed esigenze espresse dai cittadini.

Tav.1 L’area di San Salvi, oggetto del processo partecipativo

3.2 Il Progetto – Inquadramento generale dei risultati

I cittadini tramite il processo partecipativo hanno voluto definire per San Salvi un quadro che lo destinasse, da luogo con un passato spesso reclusivo, a luogo di grande accoglienza e apertura alla città. Riguardo al lato fisico si è voluto considerare l’area quale parte importante in un sistema di parchi della città che va dal sistema di parchi dell’Oltrarno in corso di elaborazione, al parco di Villa di Rusciano al parco dell’Anconella, a quello di Bellariva al quale San Salvi può essere facilmente collegato tramite un nuovo passaggio di accesso diretto dalla via Aretina, fino al parco (ANPIL) del Mensola, come è evidenziato in Tav.2
Si tratta di un passaggio, questo, già in parte indicato nel progetto che la Fondazione architetti di Firenze ha offerto al Comune di Firenze nell’autunno 2015, con anche il progetto della passerella pedociclabile tra le sponde dell’Arno per meglio collegare il parco di Bellariva al parco dell’Anconella, come previsto del resto nel piano strutturale.

Tav. 2 San Salvi nel contesto dei Parchi del Mensola e di Bellariva-Anconella

Inquadrare San Salvi nel detto sistema di parchi collegabili tra loro con piste pedociclabili è di estrema importanza urbanistica. Tra i molti aspetti che derivano da questo fatto c’è l’incrocio del detto “Asse dei parchi SUD-EST di Firenze” col grande asse ciclabile Arezzo–Pisa che transita proprio dall’attiguo parco di Bellariva, lungo l’Arno. Incrocio questo, commentato come di importante rilevanza e qualificata opportunità, ai fini di un corretto sviluppo del turismo ecosostenibile (turismo ciclistico e dei camminatori ) su Firenze, da parte della Soprintendenza regionale ai beni culturali e del paesaggio, nel colloquio formale che il percorso partecipato ha con essa avuto nel Luglio 2016.

San Salvi è stata poi inquadrata anche nel sistema delle stazioni ferroviarie cittadine, rivendicando una volta che il progetto sia in itinere l’attivazione della corrispondente e omonima stazione ferroviaria, già prevista ma sospesa, nel piano dei trasporti regionale, accessibile e collegata al contempo da San Salvi-Mezzetta (e relative nuove e vecchie funzioni inclusi i tre istituti superiori e l’università, ) e da via Aretina e da lì al parco di Bellariva e al citato incrocio con la ciclabile Arezzo-Pisa, (dunque alla struttura per eventi dell’Hobihall e all’area attigua per feste del lungarno e alle piscine di bellariva).

Mantenimento attuali attività artistiche e produttive. Nell’ambito del progetto che prevede molte nuove funzioni si è tenuto a chiarire che si prevede il mantenimento delle attività produttive ed artistiche attualmente presenti a San Salvi, mentre le nuove attività e funzioni saranno da collocarsi negli ampi volumi attualmente inutilizzati od attraverso una razionalizzazione nell’uso dei volumi esistenti. Solo una parte della attività della ASL si ritiene che trovino miglior collocazione altrove in quanto solo parzialmente confacenti alla localizzazione entro San Salvi.

3.3. Il progetto – Aree tematiche

Nella produzione e selezione delle idee si è tenuto conto delle dimensioni ingenti dei volumi inutilizzati. Essi sono indicativamente rappresentati in Tav.3

Tav.3 I volumi inutilizzati e potenziali di San Salvi

Nella conferenza stampa del 17 aprile 2016 cui partecipò in primis l’Autorità regionale per la Garanzia e la Promozione della Partecipazione (APP), furono già descritte sinteticamente le aree tematiche entro cui sono state collocate le nostre proposte.
Esse sono 8 e cioè:

1. la Piazza a Nord, cinema e piazza dei giochi: divertimento, incontro, scambio, socialita’
Con mercato settimanale e di vendita/esposizione della produzione interna di S. Salvi.
2. accessi e attraversamenti: accessibilità, percezione complessiva e struttura portante del luogo, mobilità alternativa e integrata
3. il cuore centrale: arte, cura, cultura, memoria viva
4. il villaggio artigiano: do it yourself, autorganizzazione, integrazione, economia sociale
5. salute: le funzioni sociosanitarie dentro san salvi
6. l’universita’: espansione università italiane e straniere, ricerca e sperimentazione, innovazione.
7. una casa per tutti: social housing e abitare sperimentale (cohousing, cohousing studentesco e cohousing intergenerazionale, abitare temporaneo, autonomia abitativa per persone con bisogni speciali), auto recupero.
8. il parco dell’ ecologia urbana: salute e benessere, nuovo rapporto uomo/natura, sport e cura dell’ambiente, sostenibilità.
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Tav. 4 Visione qualitativa delle aree tematiche

Tav. 4 offre una visione qualitativa delle aree tematiche. Più in dettaglio, per ciascuna di tali aree le proposte espresse sono le seguenti:

3.3.1. Le piazze a nord e il cinema: divertimento, incontro, scambio, socialità,

Tra la Torre dell’acqua ed il muro divisorio con l’istituto alberghiero Saffi, si intende ricavare la c.d. “Piazza Nord” eliminando per buona parte gli attuali capannoni (col tetto parrebbe di cemento-absesto ondulato) e impiegando anche lo spazio libero già presente. Una parte del capannone più prossimo alla palazzina 12 ( c.d. “Area tecnica) di ca mq 750 va ristrutturato per accogliere uno spazio polivalente coperto, con un ristorante gestito dagli allievi del Saffi che svolga anche funzione di mensa sociale e abbia salette per delle associazioni e gruppi di attività culturali. L’area della Piazza a Nord deve essere massimamente osmotica anche verso le scuole adiacenti, per questo sono previsti cancelli di connessione con il Saffi. Sulla piazza devono essere aggiunti due accessi: uno direttamente dall’area scuole, dal resede del Saffi, sotto la loro gestione, e un altro dal parcheggio laterale per consentire l’accesso diretto, nel giorno settimanale di mercato con esposizione e vendita anche di prodotti progettati dalle attività economiche e associative inserite nell’area.
Lungo un fianco della Piazza a Nord si trova lo storico cinema con struttura portante in cemento armato per il quale è prevista la ristrutturazione da concedersi a più associazioni, in particolare di proiezionisti, interessati a attività cinefile e artistiche.
Appena oltre il cinema, si trova uno spiazzo nel quale è previsto un nuovo accesso diretto per i cittadini, da via del Mezzetta, all’area di San Salvi, da Nord. E lo spostamento di Vigilandia (mq 1000 ca) per creazione della c.d. Piazza dei giochi, luogo ove le associazioni sportive, quelle di giocolieri e prestidigitatori, possano esibirsi, e dove possano essere svolte attività dell’attiguo Centro Ecumenico(v. oltre).

3.3.2. Accessi e attraversamenti:

Parcheggio auto a nord, niente auto sull’anello eccetto il trattino di collegamento con l’Area artigianale (dalla palazzina 12 – 3B al piazzale degli edifici 4 – 5 -6 ).

a) Accessibilità dell’area

La eccellente qualità e numero delle nuove funzioni introdotte nell’area assieme al recuperato ruolo pubblico del parco di San Salvi produrranno un importante aumento di flusso antropico che renderà necessaria la stazione di San Salvi, già presente nel piano regionale ferroviario e nel piano strutturale. L’accessibilità della stessa sarà una occasione per il quartiere e per San Salvi e ne cambierà la percezione complessiva. Questa sarà infatti struttura portante del luogo, e mezzo di mobilità alternativa e integrata; si prevede inoltre all’uscita, dal lato di S. Salvi, un punto di bike sharing mentre dal lato opposto, su via Aretina, uno di car sharing/ taxi., mentre la fermata del bus 14 è già presente.
La Stazione ferroviaria metropolitana di San Salvi è comunque a integrazione dei bus finalmente accessibili grazie ai nuovi passaggi, su via del Mezzetta e su via Aretina. La stazione avrà infatti sottopasso pedociclabile di collegamento fra San salvi, la via Aretina e le piattaforme di accesso ai treni.
Difatti servirà sia il lato di San Salvi e l’area di via Mezzetta – via D’Annunzio sia il lato di via Aretina e il lungarno, le piscine di Bellariva, l’Obihall e l’area feste attigua.
Il sottopasso della stazione di San Salvi che come detto deve essere pedociclabile apre il collegamento con il giardino di Bellariva e tramite la passerella sempre pedociclabile sull’Arno, prevista dal Piano Strutturale e progettata dalla Fondazione Architetti, a quello dell’Anconella.
E‘ infatti richiesto un percorso di collegamento con la vicina ciclabile Arezzo-Pisa che passa lungo la sponda dell’arno in particolare all’altezza dell’Obihall-Bellariva.
Tutto ciò con l’espresso obbiettivo di integrare San Salvi nel sistema dei parchi est di Firenze tramite percorso pedociclabile.
Apertura a sud da Via del Gignoro con espropriazione di una striscia parallela alla ferrovia (Ambito 4B). In caso di espropiazione completa del terreno ( in pianta 4B ) da parte del Comune si acquisisce anche l’attuale accesso della attuale proprietà.

Apertura carrabile a ovest da Via A.del Sarto per accesso diretto alla attigua Zona Artigiana (Palazzine 3,4,5,6), quale unico tratto pienamente carrabile dell’anello viario.
Apertura a nord-ovest di un passaggio dal Parcheggio (campo di calcio) verso la foresteria e un altro verso la Piazza a Nord.
Apertura a cancello, a nord, di un passaggio di comunicazione con Alberghiero Saffi come indicato nel trattare la Piazza a Nord.
Proseguimento del percorso di accesso del Saffi/Gramsci da via del Mezzetta fino al cinema di S. Salvi (piazza nord).
Verificare eventuale possibile concessione al traffico auto limitatamente dal cancello principale da via di san Salvi al primo incrocio (tra la Scuola Elementare e villa Fabbri) in prossimità del quale inserire piccola rotonda.
A stadio avanzato, inserite e attivate gran parte delle funzioni previste e innalzata la frequentazione antropica dell’area, è ipotizzato l’inserimento di un mezzo pubblico a bassissimo impatto ambientale, anche sperimentale, comunque non a energie fossili, che assicuri il trasporto interno anche lungo l’anello del viale.

Accessibilità interna tramite riapertura passaggi esistenti al livello del sottosuolo, del piano e del terrazzamento, consistenti nei lunghi e grandi percorsi di collegamento ottocenteschi.

b) Percorsi
Percorso cani separato con staccionata/rete da localizzarsi a sud lungo il muro della barriera fonoassorbente della ferrovia circa da 30 mt dopo l’ingresso della Scuola Elementare fino all’ingresso di via della Casaccia . Il percorso, lungo ca 700 metri è richiesto dalle associazioni animaliste per poter effettuare una passeggiata col proprio cane, senza museruola. Restano le attuali aree cani già presenti.
Percorso di ono-terapia da svilupparsi nel collegamento col parco del Mensola, impiegando l’attuale strada sterrata nell’area di San Salvi (che fiancheggia villa Maria) e una parte del giardino comunale di via del Mezzetta e proseguendo oltre le Poste si inserisca prima nella stradina tra i campi dietro la parrocchia di S. Caterina e poi fiancheggi la caserma della Settima Ore per infine risalire verso Settignano/ Mensola e il suo ANPIL (Area Naturale Protetta di Interesse Locale). Il percorso può essere percorribile anche da cavalli, per questi ultimi però non è prevista stalla di residenza in San Salvi (mentre per gli asini si).
Va verificata anche la possibilità di sviluppare il detto percorso anche sul lato opposto, fino a Via di Varlungo, dopo l’ Obihall e poi alla sterrata di Via della Funga – lungarno di Sant’Andrea a Rovezzano.
Assieme ad associazioni di Nordic Walking predisporre sentiero interno all’area e verso gli altri parchi di Firenze Est dal Mensola a Villa di Rusciano.
Percorso sportivo con isole laterali dotate di attrezzi ginnici a produzione energetica.
Ciclabile che prosegue nell’anello viario di San Salvi e si affianca in parallelo al percorso di passeggiata per cani (con rete divisoria).
Punti di bike sharing presso la foresteria (oggi ancora palazzina Direzione immobiliare ASL) e presso la Stazione Ferroviaria, e di car sharing e taxi al parcheggio e presso la stazione dal lato via Aretina.. Riepilogando la stazione sarebbe servita di bike e car sharing e di stazione taxi.
I taxi avrebbero una postazione su via aretina e un’altra potrebbe essere collocata su via Andrea del Sarto al parcheggio previsto dal progetto, prossimo alla foresteria interna e alla casa di cura esterna all’area.

c) All’interno dell’anello:
Ripristino della agibilità e percorribilità dei terrazzamenti
Percorso di storia della psichiatria nei corridoi al piano, sottostanti i terrazzamenti. Percorso sopraelevato lungo i terrazzamenti per poter illustrare la struttura fisica e la storia funzionale del luogo e per fini ristorativi – ricreativi.

Tav.5 Percorsi, accessi ed attraversamenti

3.3.3. Il cuore centrale: arte, cura, cultura, memoria viva, attività economiche innovative e giovanili.

Ristrutturazione della palazzina 37 ove inserire la sede de “La Tinaia”. In alternativa verificare spostamento della Tinaia in Pal 37 o 39 (Villa Maria).
Museo della Memoria Viva in palazzine interne all’anello, là dove i fatti e la storia del “ma nicomio” si svolsero. Anche la Biblioteca Chiarugi pare più opportuno resti nell’anello ma questa decisione va concordata con gli Istituti delle Scuole Superiori contermini che si rendono disponibili a condividere la gestione di un pozzo librario accentrato in comune, con risparmio e sinergia per ciascun soggetto istituzionale.
Mantenimento delle attuali presenze artistiche e teatrali dell’area.
Spazi per Gruppi teatro, musica, artisti di strada parchetto esterno trasferimento di vigilandia (una delle ipotesi è nel campo esterno collaterale a Via del Mezzetta).
Seminterrati e sottosuoli: praticamente tutti gli edifici di medie e grandi dimensioni hanno seminterrato i sottosuoli larghissimamente inutilizzati e anche in stato di abbandono per i quali sono indicati impieghi per laboratori e corsi di fotografia e di video making, esposizioni multimediali e fotografiche, attività culturali, esposizioni di arte giovanile, per sale di prova per gruppi musicali, sala di registrazione, attività di giocoleria e prestidigitazione.
Centro Ecumenico nella palazzina 36 villa Fiorita o di fronte al cinema accanto alla biblioteca.

3.3. 4. Il villaggio artigiano: do it yourself, autorganizzazione, integrazione, economia sociale, artigianato avanzato e fabbricazione digitale. Zona artigiana collocata a ovest, Pal. 3,4,5,6.

Il progetto partecipato prevede il mantenimento delle attività produttive ed artistiche attualmente presenti a San Salvi, mentre le nuove attività e funzioni saranno da collocarsi negli ampi volumi attualmente inutilizzati o attraverso una razionalizzazione nell’uso dei volumi esistenti.
Tali nuove attività sono intese a a realizzare forme sperimentali di economia sociale dentro S. Salvi, ciò mantenendo ed anzi aumentando, gli aspetti sociali del parco, offrendo alle nuove generazioni un luogo di socialità dove siano rispettate le regole di autogoverno, secondo i criteri di impresa sociale, quella definita come “organizzazione privata senza scopo di lucro che esercita in via stabile e principale un’attività economica di produzione e scambio di beni e servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale.” Con l’esplicto intendimento di avere l’uomo al centro delle singole attività produttive e associative. Ciò favorendo le sinergie con le altre attività produttive inserite nell’area di San Salvi.
Le attività previste sono a carattere intergenerazionale: trasmissione saperi e know-how da anziani a giovani.
Attività previste: ferro battuto, falegnameria(no segheria), artigianato 3D.

3.3.5. SALUTE : Funzioni sociosanitarie dentro San Salvi.
Le Civette e gli ambulatori
Ambulatorio pediatrico (vicinanza di Materna ed Elementari, scuole superiori)
Direzione ed uffici amm.vi ASL come adesso in villa Fabbri.
Ricollocazione della Farmacia non nel centro di San Salvi, dove non è necessaria, risulta scomoda e richiama traffico.

3.3.6. L’universita’: espansione università italiane e straniere, ricerca e sperimentazione, innovazione.
Polo universitario internazionale specialistico, (preferibile) in campo Psicologia/psichiatria nelle Pal. 15, 28, 27, 32 .
Cohousing studenti del Polo in Pal. 33 e pieno impiego delle due nuove case dello studente già oggi presenti nell’area di San Salvi.
Si pensa che gli studi di Psichiatria/psicologia possano essere quelli più indicati perché
1) legata alla memoria e al museo e alla biblioteca Chiarugi delle cartelle dei pazienti e altro materiale specialistico.
2) legata a tutta San Salvi in quanto area ad elevata sperimentazione sociale sistemica/sinergica.
3) legata alle singole sperimentazioni comportamentali e sociali , dal cohousing intergenerazionale al coworking giovanile.

3.3.7. Una casa per tutti:
Si tratta di avviare attività di social housing e abitare sperimentale cohousing, cohousing studentesco e cohousing intergenerazionale, abitare temporaneo, autonomia abitativa per persone con bisogni speciali, auto recupero.
Ristrutturazione in auto recupero di Villa Maria ( pal. 39 ) e sua destinazione in parte a residenza da realizzarsi salvaguardando il patrimonio documentale ancora ivi accumulato. E per l’altra parte destinata a centro olistico.

Residenze sociali temporanee o per giovani coppie nelle Pal.34a e 34b

3.3.8. Il parco dell’ ecologia urbana: salute e benessere, nuovo rapporto uomo/natura, cura dell’ambiente, sostenibilità

a) Orti Urbani. Recupero della vocazione agricola dell’area anche attraverso lo sviluppo e l’ espansione delle attività di OCA (Orti Collettivi Autogestiti), che riprende le migliori esperienze di agricoltura urbana in corso in corso di sviluppo in tutta Europa.

b1) Fattoria didattica: animali concordati con animalisti e col esplicito fine educativo di insegnare il rispetto che si deve e la dignità propria dell’animale. La fattoria comporta percorsi , spiegazioni e lezioni ed anche la presenza di animali che potrebbero essere asini, pavoni, capre (alcuni aspetti sono coglibili dall’esempio dell’ Agriforest di Torino) . Sia la fattoria didattica sia il centro recupero della LIPU potranno sviluppare in sinergia un programma di pet therapy articolato. In particolare con gli asini sono indicate attività di ono-terapia.
b2) Centro recupero fauna selvatica: per ottemperare alle varie leggi (L.R. n. 3 del 12 gennaio 1994, L.R. n. 56 del 6 aprile 2000, D.Lgs. n. 285 del 30 aprile 1992 Codice della Strada modificato il 28 luglio 2010, L.R. n. 30 del 19 marzo 2015 )  che impongono il soccorso della fauna selvatica e per le quali la ASL è particolarmente coinvolta, nonchè per un coinvolgimento educativo delle scuole di vario ordine e grado, questo centro studiato con la LIPU, riveste particolare rilevanza per la carenza in Toscana e vicino a Firenze, di queste strutture.

b3) Centro Olistico: yoga, terapia del suono, corsi piante officinali, su fiori, fiori di bach, meditazione, shiatzu. terapie antistress e altre da collocare in Pal.36 oppure in parte di Villa Maria (pal 39 ).

c) Sport e hobby di movimento
Si conferma la vocazione sportiva del quartiere, ricercando e realizzando sinergie con strutture di Scuole, Provincia e Società ed associazioni Sportive del quartiere, tra le quali non vanno dimenticate quelle meno strutturate quali Nordic Walking e Centro Arti Marziali e centro associativo di metal detecting. Sedi atte collocabili accanto alla sede formativa GAS in pal. 31.
Utilizzazione dell’attuale campo da baseball – softball, della pista per corsa e piattaforma di lancio del peso del liceo Gramsci, del Campo di volley e di basket.
Realizzazione di un piccolo campo da rugby regolamentare per gli under 13, atto anche a allenamenti scolastici lato Gignoro su terreno di cui è dal percorso partecipato fatta richiesta agli enti locali di attivare procedura di esproprio. Inserimento di biopiscina ben dimensionata (superficie effettiva impiegabile ca 40% ) in area prossima al campo ragazzi under 13 di rugby.

Tav 6 Localizzazione delle diverse nuove funzioni.

Tav. 7 fornisce una visione complessiva della soluzione progettuale, esclusi alcuni dettagli.

3.4. Il Progetto -Multifunzionalità e sinergie

Le soluzioni per le aree tematiche descritte in precedenza sono state individuate non come sommatoria di idee e proposte bensì selezionate sulla base di considerazioni di coerenza e di sinergia tra di esse. Conviene infatti evidenziare aspetti di sinergia quali:

1) Rapporti di collaborazione e sinergia didattica, formativa e produttiva tra le attività degli istituti superiori e in primis alberghiero e – OCA – fattoria didattica- centro LIPU– GAS (Gruppi di Acquisto Solidale ) e le altre scuole elementari e altre scuole della provincia . Tra cui anche le attività di servizio di mensa e di ristorazione.

2) Scuole e università con ASL per educazione alla salute- antidoping (i ragazzi imparano a effettuare le analisi antidoping in gare giovanili/scolastiche come da proposte giunte da personale altamente qualificato .

3) Scuole e San salvi : pozzo librario gestito in comune.

4) Ambulatori di riabilitazione e rinforzo, massoterapia con attività del centro olistico e tra alcune attività del centro olistico con quelle del centro ecumenico in particolare in relazione alle riflessioni sul rapporto uomo/natura e natura divino e meditazione.

5) Video making – scenografia – corsi fotografia- proiezionisti – cinema- musica per cinema- band nei sotterranei con sale insonorizzate.

6) Strutture sportive scolastiche con il campo di volley e quello di basket e il piccolo di rugby e allemento calcio storico. Inserimento biopiscina da almeno 25 metri.

7) Università di Psichiatria/psicologia – le civette – cohousing- San Salvi come spermento sociale- pet therapy.

8) Area artigiana- alcune attività manutentive e sinergie con attività economiche innovative e giovanili e di economia digitale (ad esempio uso della stampa 3D ). Imprenditoria sociale.

3.5. Il Progetto – Finanziamenti e risorse
Una parte delle risorse sono reperibili con vantaggio della ASL Toscana Centro tramite formule di vendita della sola SUL (superficie utile lorda) per un numero di anni congruo rispetto all’attività/funzione, a cui destinare ciascun volume.
Questo tipo di formule contrattuali offrono quattro importanti vantaggi per la ASL : non perdere la proprietà del bene, poterlo allocare riscuotendo una immediata consistente entrata di cassa, non doverne più sopportare per la lunghezza del contratto gli elevati oneri di manutenzione e infine poter ricollocare i propri uffici in edifici più adatti alla funzione.
Una seconda parte può essere reperita aderendo ai finanziamenti europei e a altri finanziamenti pubblici nazionali.
Una parte mobilitando forme di crowfunding / raccolta fondi ed una parte grazie a un intervento, seppur limitato, da parte degli enti locali.
Infine una parte importante sono gli impegni delle associazioni interessate a rilevare i locali e a ristrutturarli nel tempo, in modo confacente alle loro attività nel rispetto dei vincoli posti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio.

3.6. Comitato di Garanzia

Quale parte terza investita dalla responsabilità di seguire il percorso pubblico partecipato SAN SALVI PER TUTTI il Coordinamento Salvare San Salvi ritiene opportuno esprimere, assieme ai cittadini e ai partecipanti, il Comitato di Garanzia riguardo la corretta applicazione del progetto SAN SALVI PER TUTTI e alla sua rappresentanza come emerso e voluto dai cittadini e partecipanti, mantenendo con essi un costante e trasparente rapporto.

3.7. Immediatezze e priorità

Nella situazione attuale di San Salvi sono individuabili delle Immediateze, cioè realizzazioni che l che per la loro relativa facilità si possono fare da subito.
Tra le Immediatezze sono da realizzare:
• il proseguimento dell’esperienza di coltivazione OCA
• l’avvio di esperienze con animali, a cominciare dagli asini
• l’accessibilità degli immobili, spesso lucchettati, al fine di un migliore esame sullo stato dei luoghi.
• l’avvio di un tavolo di confronto sulle proposte per San Salvi che porti a concordare delle priorità realizzative. Si tratterebbe di avviare un vero e proprio Laboratorio nel quale far convergere le risorse intellettuali e tecniche che su San Salvi hanno espresso interesse e competenza.

Tra le priorità :
Inserimento di San Salvi in un sistema di parchi con sviluppo aree pedociclabili
Creazione stazione ferroviaria e parcheggio esterno con collegamenti.
Protocolli di intesa coi soggetti istituzionali presenti (scuole, università ecc) secondo le direttive del progetto partecipato.
Avvio progetti di co-housing e auto recupero.

4. Durata prevista e durata effettiva del processo

La durata prevista del progetto è stata di 6 mesi dal Novembre 2015 al Maggio 2016. Le conclusioni del progetto, presentate pubblicamente a Villa Arrivabene, hanno portato ad ulteriori arricchimenti e contributi di idee e di discussioni che si è ritenuto giusto non perdere ma inserire nelle elaborazioni precedenti. Questo lavoro di verifica e di convalida ha portato ad un allungamento dei tempi fino al giugno 2016. Cui poi è proceduta una fase tecnica di stesura dei testi, di esame contabile e di creazione di mappe di descrizione degli esiti del progetto partecipato e di recupero del materiale del processo.

5. Staff del progetto

6. Fasi del processo e attività realizzate

Nel progetto iniziale il processo partecipativo era previsto secondo lo sviluppo delle seguenti 5 fasi:
1. Pubblicizzazione dell’iniziativa nel quartiere e nella città, strutturazione dell’Anagrafe dei Firmatari (AF) e dell’Anagrafe dei Partecipanti (AP);
2. Confronti tra i partecipanti; organizzazione di una serie d’incontri in modalità focus group su aree tematiche quali: Sostegno sociale – Cura Parco e coltivazioni – Educativa , ricreativa, culturale, memoria – Attività economiche e Occupazione giovanile – Interazione sportiva
3. Stesura Proposte conclusive versione 01
4. Raccolta Osservazioni alle Proposte conclusive versione 01 attraverso Open Toscana e altre forme telematiche e non; stesura delle Proposte conclusive versione 02
5. Validazione finale

Le attività svolte ricalcano sostanzialmente quelle previste nel progetto originale con la specificazione e integrazione di alcuni passaggi progettuali decisi all’interno dell’incontro del 10 febbraio 2016.
La tabella che segue riassume le attività effettivamente realizzate, con date e/o durata dei vari eventi. Con riferimento a tale tabella valgono le note seguenti:

La fase 4 ‘Planning for real’ si è resa necessaria per esplicitare e verificare spazialmente le proposte emerse, la loro compatibilità e le reciproche possibili relazioni.
La fase 5. Action Planning svolta il 19 marzo ha costituito un ulteriore passaggio intermedio per arrivare alla proposta progettuale definitiva.
L’introduzione di questi passaggi supportati da metodologie opportune è stata motivata dalla esigenza di gestire meglio la complessità del processo con soggetti non esperti.
Il previsto punto 5. ‘Validazione del progetto’ è stato suddiviso in due fasi:
Fase 6. Validazione del progetto svolta il 16 aprile. La validazione è avvenuta attraverso la presentazione e discussione del processo durante una passeggiata aperta a tutta la cittadinanza attraverso i luoghi di San Salvi. Il percorso ha seguito delle tappe esemplificative nei principali punti di intervento con l’esposizione del materiale elaborato e la descrizione dello specifico intervento da parte dei partecipanti al gruppo di lavoro. Un momento finale ha raccolto i commenti dei presenti. Tale forma di validazione si è resa necessaria in quanto quella on line prevista attraverso open toscana è stata considerata poco adatta al tipo di processo progettuale svolto.
Fase 7. Presentazione e lancio del progetto svolto il 26 aprile. La presentazione del lavoro ed un primo confronto con gli attori coinvolti nel progetto è avvenuto presso la sede del quartiere2 di Villa Arrivabene e ha visto la partecipazione oltre che del garante della Partecipazione Giovanni Allegretti, del presidente del Quartiere2 Michele Pierguidi e dell’ingegner Meucci dell’Asl. Oltre alla presentazione dei risultati del processo partecipativo, sono state discusse le possibili strategie per sostenere e realizzare, anche per fasi successive, le proposte avanzate.
Momento finale del processo è stata la festa aperta a tutti svoltasi all’interno degli spazi di San Salvi il 20 maggio per accrescere la conoscenza e la condivisione del progetto e per condividere un momento ludico tra i partecipanti e estendere l’informazione anche a nuovi soggetti.

Cronoprogramma delle attività svolte
Fasi
Sett/Ottobre
Novembre
Dicembre
2015
Gennaio
2016
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
1. Pubblicizzazione e avvio del processo
Anagrafi partecipanti AF e AP
Sito internet, diffusione e speakeraggio
21
Lancio concorso fotografico
‘San Salvi Contrasti & Opportunità

7
Passeggiate

7
Concorso fotografico
newsletter

Cena sociale di finanziamento

Cena sociale di finanziamento

2. Focus Group

8
Formazione Facilitatori del gruppo di progetto
20 e 28 novembre
Focus Group
15, 21 e 22 Rielaborazione Report dei FG
7
Rielaborazione Report FG

3.Sintesi e integrazione delle proposte

12-19
Presentazione e discussione della matrice dei temi emergenti
2 e 8
Tavoli di lavoro tematici
10
Programma di proseguimento

4. Planning for Real

16 e 23
Plannig for real: spazializzazione delle previsioni
1
Plannig for real: spazializzazione delle previsioni

5.Action Planning

19
Action Planning
Definizione di un piano di azioni per la realizzazione del progetto

6. Validazione del progetto

16
Passeggiata e Validazione del progetto negli spazi di san Salvi

7. Presentazione e lancio del progetto

26
Conferenza di presentazione e lancio del progetto
20
Festa finale
Nuove attività inserite

7. Metodologia

La metodologia adottata, come previsto, ha integrato strumenti per l’animazione territoriale (Passeggiate, concorso fotografico, video-spot, cene sociali) con quelli volti alla definizione di una vision condivisa (Focus group, Tavoli tematici, Planning for real). La definizione specifica dei singoli strumenti è stata modulata in base alla valutazione dei risultati via via ottenuti, ed è avvenuta nel corso degli incontri periodici (settimanali) del comitato promotore. Questo ha costituito una sorta di regia che ha effettuato un monitoraggio continuo del processo e la organizzazione delle attività di coinvolgimento di tutti gli attori locali.
I diversi strumenti utilizzati sono stati:
• Passeggiate progettanti: per conoscere e far conoscere il luogo;
• Concorso fotografico: per portare l’attenzione al luogo e sollecitare visioni innovative da parte anche dei più giovani;
• Focus group: organizzati in 2 giornate su 8 tematiche;
• Tavoli di lavoro tematici: per approfondire alcune problematiche;
• Planning for real: per verificare spazialmente le proposte avanzate e le loro interrelazioni.
• Action plan: per definire su alcune azioni più concrete gli attori, le risorse, le priorità.

Anche la presentazione finale dei risultati del processo e la validazione sono state condotte attraverso una metodologia innovativa, per superare le difficoltà di lettura e orientamento che hanno talvolta le persone quando si utilizza solo la cartografia come strumento di comunicazione del progetto e per favorire il contatto con lo spazio fisico dell’area di trasformazione. La presentazione si è svolta infatti come una passeggiata in 8 tappe nei luoghi della trasformazione, ciascuno segnalato da un totem esplicativo e illustrato a turno da uno dei partecipanti al gruppo di progetto che aveva più sensibilità sull’argomento trattato in quella tappa. Alla passeggiata, cui hanno partecipato oltre cento persone, si sono affiancate una mostra fotografica, il plastico del planning for real e un cartellone per esprimere tramite post it le proprie valutazioni e commenti sulle varie aree tematiche sviluppate dal processo partecipativo.
Le cene sociali sono state impostate come momento di socializzazione e condivisione del percorso, con l’ulteriore scopo di raccogliere fondi tramite autofinanziamento per sostenere tutte le attività previste nel progetto originario a fronte del finanziamento ridotto da parte dell’Autorità per la Garanzia e la Promozione della Partecipazione.

La festa finale, svoltasi anch’essa all’interno dell’area di san Salvi è stata un ulteriore momento di riappropriazione del luogo e di condivisione e socializzazione degli esiti del processo.

8. Ostacoli superati e questioni aperte

Il primo ostacolo, costituito dal mettere insieme diverse realtà associative del quartiere aventi a cuore lìarea di San Salvi, è stato facilmente superato.
Meno facile è stato assicurarsi una continuità di impegno da parte di queste. La continuità è stata garantita tuttavia, se non da rappresentanti veri e propri delle associazioni, da appartenenti a realtà diverse che di fatto sono andati poi costituendo lo staff che ha curato il progetto fino alla fine.
La questione che rimane aperta è lo sbocco da dare al progetto, tutelato dalla legge regionale 46/2013 tramite il confronto con i soggetti istituzionali che hanno modificato più volte il loro indirizzo sull’area, e altri progetti ed idee che da sempre via via vengono prodotti al di fuori del percorso partecipato e da metodologie analoghe a quelle del percorso.
Ciò pone la necessità, evidenziata al punto 3.7 (Immediatezze) dell’apertura immediata di un Laboratorio di confronto. Oggi come non mai le condizioni i sono favorevoli per arrivare infine, dopo anni, allo sblocco della situazione di San Salvi. Siamo infatti oggi in grado di poter legittimamente affermare che tutti gli elementi conoscitivi e propositivi sono disponibili e che la maturità della popolazione è cresciuta assieme a un consenso per la proposta in oggetto, che rende il momento presente favorevole per un confronto che porti la questione a soluzione.

9. Impatti e sostenibilità futura del progetto

E’ riconoscibile che il processo partecipativo ha favorito:
1. una maggiore coesione e conoscenza reciproca a livello di quartiere,
2. una consapevolezza che gli interventi su San Salvi vadano collocati secondo una visione complessiva sulla destinazione dell’area e non in modo occasionale e parziale
3. una maggiore apertura e conoscenza delle diverse ottiche, problematiche, relazioni, condizioni altrui,
4. una analisi critica su come gruppi diversi hanno affrontato o valutato gli stessi problemi;
5. una consapevolezza della complessità delle tematiche urbanistiche che riguardano l’area;
6. la costruzione di una conoscenza comune del patrimonio naturale, architettonico e sociale dell’area di san salvi E in relazione alle altre
7. Contatti con altri progetti in aree urbane collegate per costruire una visione di ampio raggio che metta in rete San Salvi con altri parchi cittadini e con circuiti culturali ad essi connessi.
8. Acquisizione di competenze

Il comitato promotore, proprio per la sua stessa natura, ha dimostrato di essere in grado di promuovere processi di partecipazione e di riuscire a garantire, almeno in parte, la loro sostenibilità tramite forme di autofinanziamento collettivo e l’attività di tutti i soggetti che volontariamente si adoperano alla sua realizzazione. Il comitato promotore intende anche costituire dopo la fine del processo un tavolo di garanzia e di monitoraggio degli esiti del processo. Sono emerse inoltre molte richieste di mantenere nell’area una sperimentazione di forme di gestione condivisa o collaborativa degli spazi, che richiedono il permanere di un soggetto collettivo che faccia da interlocutore con le istituzioni e la proprietà dell’area per la sua gestione

10. Partecipanti e loro grado di soddisfazione

La rilevazione mediante questionari è avvenuta nel corso della partecipazione ai Focus Groups
Data: venerdi 20 e del sabato 28 novembre 2015
Luogo di svolgimento: ex Fila
Numero partecipanti 82 venerdi 20 e 55 sabato 28

I risultati statistici dei questionari raccolti sono i seguenti .

Età media
Fascia 15/30
Fascia 30/45
Fascia 45/60
Oltre 60
53 anni
14%
10%
39%
37%

Sesso
Femmine
Maschi
Altro

56%
42%

Titoli di studio
Media inf
Media sup
Laurea

10%
36%
54%

Occupazioni

Disoccupato
3%
Artigiano
2%
Lavoro autonomi
2%
Libero professionista
14%
Dirigente
3%
Docente
14%
Quadro/ direttivo /tecnico
2%
Impiegato settore privato
18%
Impiegato settore pubblico
8%
Lavoratore dipendente
3%
Operaio
2%
Studente
10%
Pensionato
19%

Rispetto alla percentuale di pensionati del quartiere, prossima al 27 % i pensionati sono circa il 19%, sostanzialmente in linea con le aspettative visto che per difficoltà legate all’età era ipotizzato un calo di ca il 10 % del segmento. Particolarmente rilevante la presenza di insegnanti (il 14 %) a testimonianza che l’area ha e potrebbe avere una vocazione formativa ( presenti ad oggi una scuola materna, una elementare, tre istituti superiori ( alberghiero, commerciale, liceo scientifico, un dipartimento universitario di Psicologia e due residenze per studenti).
Scarsissima la presenza di disoccupati, tra questi è presumibile che alcuni non abbiano reso il questionario, ma il dato è in parte coperto dalla presenza di studenti (10 % ) tra cui si trovano per nostra conoscenza anche alcuni in cerca di lavoro. Il dato del 24 % di presenza tra docenti e studenti, circa un quarto del totale, è fortemente indicativo di un forte interesse sociale verso un uso dell’area che veda funzioni che soddisfino interessi espressi da questo mondo.

Partecipazione alla vita politica

Lei è impegnato attivamente in:
1-Associazione 52%
2-Sindacato 3%
3-Partito politico 13%
4-Comitato cittadi 19%
5- Parrocchia 0%
6- nessun tipo di organiz.ne 16%
7- altro 9%

In questa statistica si deve rilevare che è stato inteso si dovesse dare una sola risposta al questionario fornitoci dalla APP. Il dato parrocchia risulta falsato perché diversi presenti in associazioni o iscritti a partiti sono anche attivi parrocchiani. E’ però significativo che abbiano privilegiato come ragione di collegamento personale al percorso partecipato di San Salvi indicare il loro impegno sociale e politico invece di quello parrocchiale. La voce “nessun tipo di associazione” vede una percentuale (il 16 %) piuttosto bassa, in qualche modo collegata alla presenza percentualmente complementare di stakehorder o di soggetti culturalmente aperti all’impegno associativo o sociale.

Quanto, secondo lei, i cittadini possono influenzare le scelte politiche partecipando alla vita associative o ai processi partecipativi

Moltissimo 32%
Molto 23%
Mediamente 24%
Poco 16%
Pochissimo 1%
Non risponde 1%

Questa domanda su quanto i cittadini possono influenzare le scelte politiche e politico-’amministrative vede risultati estremamente positivi (il 55 % ritiene moltissimo o molto e il 24 % mediamente, quindi circa i tre quarti sono piuttosto fiduciosi o molto fiduciosi ). Potrebbe essere il prodotto delle attese generate dal processo partecipato ottenuto, che ha suscitato speranze e entusiasmi. Ma riteniamo sia un dato da meglio indagare.

Come ha saputo della realizzazione di questo percorso partecipativo

1. Stampa locale 69%
2. Locandine pubblicitarie affisse in luoghi pubblici 29%
3. Internet 35%
4. Volantino 3%
5. Messaggio social network 11%
6. Amici/familiari/conoscenti 0%
7. Contatto diretto telefonico o cartaceo con il promotore del progetto 0%

Questa domanda prevedeva più risposte. Dunque la somma delle percentuali è superiore a 100 %. La stampa (e le radio) locale, Le locandine affisse, e il sito pare siano stati i mezzi di diffusione più afficaci . Mentre la percentuale dei social ca del 11 % è molto vicina a quella degli studenti effettivamente presenti al processo (ca 10 %), e suggerisce una possibile inferenzialità .

Cosa l’ha spinta a partecipare
– Interesse per il tema trattato 69%
– Possibilità di dare la mia opinione 29%
– Desiderio di incidere sulle scelte pubbliche 35%
– Semplice curiosità 3%
– Fiducia nella persona che mi ha informato del percorso 11%
– Altro 0%

Anche questa domanda prevedeva risposte multiple dunque col totale delle risposte superiore al 100 %. Da questa risposta traspare un forte interesse verso il tema trattato dell’area di S. Salvi, che, quasi al 70 %, è ampiamente la prima risposta. Addirittura doppia la seconda per preferenze, infatti col 35 % si trova il “Desiderio di incidere sulle scelte pubbliche” e poco distante la “ possibilità di dare la mia opinione”. Non è trascurabile l’11 % che è venuto per fiducia nella persona che ha cercato di coinvolgerlo, che fa comprendere una area di diffidenza intaccabile e superabile, verso esperienze di partecipazione.

11. Ipotesi di replicabilità del progetto

Si ritengono replicabili alcuni elementi del processo, con riferimento a specifici contesti.
Gli elementi che si considerano replicabili sono :
a) le modalità con cui di asi è arrivati a costruire un tessuto aggregante di realtà tra loro assai differenti per missione, interessi ed orientamento politico. Tali modalità sono consistite nel focalizzare bene il problema, considerare e valorizzare contributi ed elaborazioni che in precedenza erano state fatte da soggetti diversi, diffondere questi dati di conoscenza con confronti “realtà per realtà” .
b) i metodi con i quali sono stati attirate ed interessate alla partecipazione persone anche assai estranee a realtà associative. Ciò è avvenuto con forme di pubblicizzazione diversa: volantinaggi, presenza a manifestazioni, lanci radiofonici e comunicati stampa
c) La cura nel considerare ciascuna delle proposte ed esigenze espresse tenendo conto della loro realizzabilità, della collocabilità e compatibilità con le altre proposte, della loro relazione con la città. Questa cura ha compattato i gruppi di lavoro, ha permesso la selezione e l’affinamento delle proposte, ha motivato per ciascuna esigenza espressa le ragioni della sua accettazione o accantonamento.

I contesti a cui sono riferibili gli elementi suddetti sono le aree di grandi dimensioni che abbiano influenza sul contesto cittadino od urbanistico circostante. E’ naturale pensare ad altre realtà ex manicomiali, presenti in molte altre città italiane con caratteristiche contestuali analoghe a San Salvi e per queste può essere utile l’esperienza e le metodologie di San Salvi per Tutti.
Nel contempo conviene anche considerare che ad alcune di queste è stata già assegnata una destinazione attraverso processi decisionali avvenuti in tempi precedenti alle leggi sulla partecipazione e le modalità della partecipazione sono state quindi diverse da quelle di un processo partecipativo come lo stiamo intendendo adesso. Ci si riferisce in particolare alle aree ex manicomiali di città quali Trieste, Venezia, Milano, Genova.

Un limite alla riproduzione altrove dell’esperienza San Salvi per Tutti è presumibilmente quello in cui il contesto è caratterizzato da aree di minore complessità e superficie (destinazione di un singolo stabile , di una caserma ). Qui altro può essere lo svolgimento del processo, che in tali casi potrà avere piuttosto carattere di negoziazione tra le diverse opzioni, con un coinvolgimento più limitato del contesto circostante o della realtà di Quartiere

12. Memoria del percorso partecipativo

(indicare le eventuali pubblicazioni cartacee da
porre in allegato alla relazione e gli altri tipi di prodotti realizzati, o allegare le loro immagini; dare
l’indirizzo delle pagine web dove è possibile consultare la documentazione dettagliata e gli eventuali
materiali usati nel percorso, e indicare altri portali o blog dove il processo è stato seguito; allegare
una breve rassegna stampa se raccolta; indicare altri strumenti di disseminazione e i loro eventuali impatti)

Elenco dei materiali cartacei elaborati e disponibili, di cui in All2 viene fornita la documentazione fotografica:
Francesco

Ulteriore documentazione è disponibile sul web ai seguenti indirizzi:
Stefania

In All.3 viene fornita una rassegna stampa
Claudio-Jacopo

Annunci e lanci radiofonici ed azioni di volantinaggio:
Jacopo

13 . Rendicontazione

Ippolito, jacopo

14. Elenco dei giustificativi di spesa da allegare

Ippolito, jacopo

15. Elenco degli allegati alla Relazione

All1. Allegato al Cap. 2 – Oggetto del processo Contesto decisionale e politico – 30 anni di confronti

All.2 Allegato al Cap. 12 – Documentazione fotografica dei materiali

All.3 Rassegna stampa

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